Adriano Fenoglio

Adriano Fenoglio

Critiche d'arte


Paesaggi animati da quell’afflato coloristico “vangoghiano” che riproduce un grande effetto sulla sensibilità di quanti amano i luoghi più pittoreschi, festosi e naturalistici del mondo in cui vivono.
Sono la bella manifestazione dei sogni e delle aspirazioni d’un artista che al desiderio della perfezione formale, unisce un linguaggio espressivo mosso e vivace. Le sue montagne, i boschi, le campagne, i paesaggi, i fiori, i cieli non sono soltanto l’espressione
di un’interiorità poetica particolarmente sensibile, ma anche il suo personalissimo modo di amare la propria terra (Pollone, il Biellese, il Piemonte), la propria cultura, le proprie radici.
I suoi alberi intriganti e piegati dal vento, dipinti con l’intento di esprimere “tutta la musica dolce del cuore”, ne sono una convincente dimostrazione.
Ci piace ricordare la bella citazione del poeta romantico tedesco J.W. Goethe, dal sapore davvero programmatico per Fenoglio: “I colori sono la sofferenza della luce, il grido, l’invocazione, il lamento, l’esaltazione o il canto disperato della luminosità”.
BRUNO POZZATO – Critico d’arte e scrittore


Non sono mai immagini di giorni qualsiasi quelle che il pittore Adriano Fenoglio regala alla tela. Sono particolari atmosfere di luce dove un uso quasi sempre estremo del colore esalta la naturale tonalità di tutte le cose, colmandole di un’ intensa suggestione evocatrice del più intimo respiro dell’anima. La mano dell’artista esperta e sobria nei ritratti, precisa e attenta nella grafica, esplode nella scelta dei colori, rappresentando scenari che la memoria del cuore ricrea e sublima. Ora sono le sfumature di un lilla dolce e malinconico nei cieli che odoran di tempesta, ora gli azzurri purissimi delle marine, regno dei liberi gabbiani, ora i gialli accesi dell’erba arsa dal sole di fine estate. Il colore signore della tela, la percorre con tutta la sua ricchezza di toni e la anima come un caldo vento di
passione.
Dott. MARIA TERESA PRATO
poetessa e scrittrice-


… Le sue tele sono vere finestre aperte su innumerevoli paesaggi; sono fughe
prospettiche antitradizionali, basate su nuovi modi di rendere la profondità; sono
modernissimi nel linguaggio e nel segno, segno deciso a volte anche graffiato. Indelebile marchio del suo lavoro di grafico pubblicitario e illustratore.
La natura è la fonte primaria d’ispirazione per il giovane pittore biellese. E’ la natura di un sogno vivace che dà allegria. Quand’anche il vento avvolga gli esseri o le cose, lo fa con un movimento gioioso, a volte sottolineato dalle linee tipiche del fumetto.
Il vento è emozione tradotta, è spinta al flusso vitale, è vita vera. Questa è la direzione più evidente nella ricerca di Adriano Fenoglio in tutti i suoi lavori. Egli, attraverso l’immagine vuole giungere all’io dell’osservatore, vuole “passare” i dati che i suoi sensi ricevono per condividerli in una comunione autentica di sensibilità. Fenoglio usa il pathos per dire la libertà del gabbiano, il colore della notte, le profondità del mare, l’incanto dei campi variopinti in primavera, la pezzatura calda dell’abbraccio autunnale, l’asperità della montagna, il gioco delle nuvole, l’impossibilità del sogno.
I sentimenti di Fenoglio sono positivi e la sua creatività gli permette di “passarli”
facilmente. Sono autentici, sono buoni.
Prof. LUIGINA FURLAN critica e storica d’arte

Fenoglio tra poesia e neo-realismo

COME LA TRADIZIONEDIVENTA MODERNITA'

 Chi è in realtà Adriano Fenoglio? Un artista professionista o come direbbe Vincent Van Gogh, un professionista artista? Pittore, non c'è dubbio, ma anche poeta; poeta del colore, delle linee ariose; a cui si uniscono la precisione proveniente dalla esperienza di designer, pubblicitario, decoratore e, infine, docente all'Università Popolare. Di più: un artista con i piedi per terra e gli occhi rivolti al cielo, nonché dotato di una grande attenzione per la tradizione e per la natura: il suo modo di essere moderno.

 Il suo realismo traspare nel rispetto riverente per la natura e per il tempo. La natura intesa come culla del realismo, il tempo come spazio in cui la natura vive e si esprime. Ciò che rende arte questi principi è lo spirito dell'artista, la sua anima pulita, trasparente, feconda. Ovvero: la sua libertà. In questo ambito, Adriano ha trovato e perfezionato il proprio stile, la propria capacità di conferire all'arte, una finzione importante di comunicazione con gli altri.

 Nei paesaggi dell'artista pollonese (il paese di Lorenzo Delleani, Giuseppe Bozzalla e Placido Castaldi) si sentono il soffio del vento che piega gli alberi e le colture dei colli e delle campagne biellesi, oltre che la presenza sottesa dell'uomo. E' incredibile come l'immaginazione d'un artista autentico, d'un creativo di razza, possa far vedere ai riguardanti, il valore poetico, tanto nel disegno come nei dipinti.

 La sua personalità? Un uomo buono, umile, giusto. Morendo, Fenoglio s'è avvolto nella luce dell'arte che ha sempre amato e nella fede in cui ha sempre creduto; senza mai salire in cattedra, benché abbia diretto un'autentica scuola di pittori e pittrici che faranno certamente onore al nostro territorio. Una volta lo sentii dire: “Guardate la natura, la verità, la vita, non il dito che ve le indica”.                                  

BRUNO POZZATO – Critico d’arte e scrittore



Dall’intervista di Laura Prete:

“Ammiro soprattutto Cezanne, l’ho studiato a fondo come maestro perché ha dato il “la” alla pittura moderna, ma mi affascina la sua figura forte e granitica di un uomo che ha portato avanti le sue idee con ostinazione. Mi piace molto anche Schifano per il colore e Guttuso per la forza del disegno…”

“Attraverso la pittura voglio comunicare me stesso. Penso che la difficoltà di comunicazione sia ciò che fa scattare la molla per qualunque attività espressiva. Mi identifico con la mia passione. Ecco perché mi piace molto Cezanne, mi piace molto il suo autobiografismo: se dipingeva un albero quell’albero era lui. Lo sento molto vicino in questa concezione. Per esempio una volta ho dipinto un ulivo perché in quel frangente mi sentivo nodoso e contorto come lui…”

“Do molta importanza al disegno nei pastelli, ma nella pittura acrilica il colore è tutto. Il mio lavoro di grafico mi impone di essere molto preciso, mentre nella pittura amo la pennellata di getto, i colori forti, accesi …”

La pittura mi ha dato molto…mi esprimo e mi rappresento attraverso il mio lavoro. Ho superato con la pittura momenti di sofferenza, delusione e di dolore. Dico sempre che per me la pittura è una medicina senza controindicazioni…

 

Dall’intervista di Alessia Peraldo Eusebias:

Quando sono tornato dal servizio militare ho dipinto il mio primo quadro, che poi ho regalato. Da quel giorno ho iniziato a dipingere .. I soggetti che preferisco sono tutti riconducibili alla natura. In particolare mi identifico con gli alberi: quando dipingo un albero è come se stessi scrivendo un’autobiografia…

Ho fatto molti sacrifici per questo lavoro, ma ogni giorno che passa mi rendo sempre più conto di aver fatto la scelta giusta.

 

Dall’intervista di Augusto Macchetto:

… posso dire di una mia precoce disposizione al disegno e allo studio, all’amore per la pittura. Però quello che considero il mio primo quadro è un olio ispirato a una natura morta con mele, drappo e brocca di Cézanne. Ho dipinto anche molti fiori, fiori vivi , non in vaso. Non mi sono mai piaciute le nature morte ordinate, troppo ben disposte, e il soggetto “fiori in vaso” si presta particolarmente a essere interpretato senza slancio.

L’arte offre la grande possibilità di una comunicazione a tutto campo: è il fare usando mente, cuore e mani. Dove mente e cuore possono anche essere identificati.

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